Si chiama Necustan, Nehustan o Nehushtan è il serpente di Mosè.

L'arcivescovo Arnolfo II da Arsago, intorno all'anno 1000, portò a Milano da uno dei suoi viaggi un serpente di bronzo che si dice essere il serpente forgiato da Mosè.

Dio, in seguito alle lamentele per la durezza del viaggio nel deserto, manda fra gli Israeliti dei serpenti velenosi che mietono numerose vittime. Il popolo pentito si rivolge allora a Mosè affinché preghi il Signore di allontanare i serpenti. Dopo che Mosè ebbe pregato, Dio gli ordina di forgiare un serpente di bronzo e di collocarlo in vista del popolo: chiunque fosse stato morsicato dai serpenti velenosi, si sarebbe potuto salvare solo guardando verso il serpente di Mosè.

Ancora oggi, a Nehustan è attribuito il potere di guarire i malanni. Alla fine dei tempi scenderà dalla colonna per raggiungere la valle di Giosafat, il luogo dell'Ultimo Giudizio.

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Nella navata centrale della basilica di Sant’Ambrogio, in cima ad una colonna in porfido d’Elba, è posizionato un serpente di bronzo dal corpo sinuoso. Secondo la leggenda, si tratterebbe dell’amuleto forgiato da Mosè durante la traversata del deserto per difendere il suo popolo dai morsi dei serpenti: chiunque fosse stato morso, avrebbe avuto salva la vita guardando il serpente di metallo.

{{Quote|Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì. Allora il popolo venne a Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita.|Numeri 21, 5-9

Come questo serpente sia arrivato nella basilica milanese è ancora più leggendario. Intorno all’anno 1000, Arnolfo, arcivescovo di Milano, si recò a Costantinopoli per condurre dall’Imperatore Ottone III la sua promessa sposa bizantina. La missione fallì in quanto l’imperatore morì prima di vedere la sua sposa. La principessa fu rimpatriata, ma il serpente di bronzo, che era uno dei doni di nozze, rimase a Milano.

Appena collocato nella basilica, i milanesi lo considerarono un oggetto magico con proprietà taumaturgiche capace di guarire le malattie intestinali e i vermi.

La leggenda riserva ancora altre sorprese: narra, infatti, che il giorno del giudizio universale il serpente prenderà vita, scenderà dalla colonna e ritornerà alla Valle di Josafat dove le mani di Mosè lo forgiarono.

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Itinerari
Inserito da giorgio
Indirizzo Piazza Sant'Ambrogio 15, MILANO
Tipo storia
Luogo Basilica di Sant'Ambrogio
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